ERNIA DEL DISCO: COME CURARLA SENZA L’INTERVENTO CHIRURGICO

L’ernia del disco è, negli ultimi decenni, una delle patologie più frequenti, che si manifesta nella popolazione mondiale in una percentuale molto elevata, sia negli uomini che nelle donne che si trovino o meno in buone condizioni fisiche.

Le cause possono essere molteplici, come la cattiva postura prolungata, la perdita delle curve neutre della colonna vertebrale, la debolezza muscolare, i micro traumi ripetuti, tutte caratteristiche che portano ad un processo lento ma progressivo di degenerazione dei dischi intervetebrali. Il disco intervertebrale è formato da una parte esterna a forma di anello costituito da tessuto fibroso e da una parte interna, chiamato nucleo polposo. Il nucleo ha la funzione di distribuire al disco le forze che lo sollecitano, quando le sollecitazioni sono troppo forti succede che l’anello fibroso si modifica e il nucleo spinge sulle sue fibre ancora integre (protrusione) oppure fuoriesce rompendole (ernia).

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La protrusione o l’ernia possono provcoare forti dolori, come il cosiddetto “colpo della strega”, ed in base alla loro locazione (maggiormente frequenti ernie cervicali e lombari) possono provocare dolori muscolari e/o dolori radicolari ( sciatalgia, cruralgia, brachialgia).

Esistono differenti tipi di ernia, in base a quanto il nucleo fuoriesce dall’anulus fibroso e spesso l’ernia, agendo come “corpo estraneo”, tocca o comprime la radice, scatenando così il dolore (“conflitto disco-radicolare”). Nei casi più gravi, la compressione può provocare disturbi della sensibilità (formicolii, sensazione di arto “ovattato”, ecc.), o un progressivo deficit di forza in quelle parti del corpo i cui nervi provengono dalla radice compressa.

Dopo la prima fase acuta, che necessita spesso utilizzo di farmaci, si possono ottenere ottimi risultati con sedute di terapia cranio sacrale, rieducazione posturale globale ed esercizi di Pilates. Per prima cosa si cerca di decontratturare ed “allungare” la zona interessata, successivamente si insegna al paziente come gestire i movimenti corporei nelle attività di vita quotidiana, si rinforza poi la muscolatura a sostegno della colonna per permettere una corretta distribuzione del carico. Già dopo le primissime sedute è possibile avere una notevole diminuzione del dolore ed un senso di “leggerezza” che permette di vivere in maniera più serena.

Sarà importante, nella fase successiva mantenere un tono muscolare adeguato ed un corretto atteggiamento posturale, obbiettivi raggiungibili con un costante allenamento secondo il metodo Pilates.

Walter De Maria

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